domenica 24 aprile 2011

Ordini di demolizione a Sili e a Sa Rodia


Il Comune scopre undici case abusive

Qualcuno ha dato uno sguardo al PUC e ci ha creduto subito e ha costruito senza chiedere niente a nessuno, altri invece hanno ampliato una parte della casa in assoluto silenzio. Tutti con la convinzione assoluta di poterla fare franca. E invece ben undici ordini di demolizione di altrettanti fabbricati abusivi sono stati notificati dal responsabile tecnico del Comune, Giuseppe Pinna nei giorni scorsi. Gli interessati adesso avranno novanta giorni di tempo per buttare giù quanto costruito senza autorizzazioni o con permessi scaduti da tempo e mai rinnovati come invece impone la legge. Diversamente ci penserà il Comune ad azionare la ruspa e le spese del lavoro saranno chiaramente addebitate agli inadempienti.Le opere abusive sono state segnalate in buona parte a “Pabarregas”, un'area che ricade nel territorio di Silì, dove tempo fa i vigili urbani segnalarono piccole ma numerose costruzioni che sono state tirate su senza però avere i necessari permessi. Altre opere non regolari sono state scoperte anche a nel quartiere di Sa Rodia e a Sa Luggiana, zona quest'ultima che ricade sempre nel territorio della frazione di Silì.
Le leggi poco chiare e le lunghe burocrazie italiane hanno convinto i possessori dei terreni nel portarsi avanti con i lavori. Ora bisognera ruscire a  fermare le ruspe.

giovedì 14 aprile 2011

Autonomia di Silì La Prefettura:sì al referendum


 

La Prefettura si è espressa: referendum ci sarà, ma solo se svolto su base comunale. Atteso per i prossimi giorni un incontro del consiglio circoscrizionale e del comitato promotore per scegliere la strada da intraprendere, anche se sembra ormai chiara la necessità di arrivare ad una raccolta di firme. Intanto scoppia la polemica sul Puc e le limitate aree edificabile concesse a Silì, soprattutto se rapportate alle altre frazioni.
L'INCONTRO La Prefettura ha comunicato ai siliesi che un referendum consultivo riguardante solo Silì non è attuabile. Così come previsto dallo statuto comunale, se consultazione ci sarà, si deve svolgere su base comunale. Nei prossimi giorni sarà fissato un incontro in circoscrizione per decidere la strada da percorrere: iniziare una raccolta di firme a Oristano e frazioni o solo a Silì? In questo ultimo caso, anche secondo la Prefettura, può essere richiesto un parere anche ai residenti di alcune aree di Tiria, San Quirico e Tanca Molino. Ci sarebbe inoltre la possibilità di coinvolgere i siliesi che vivono all'estero ma che comunque hanno ancora residenza nella frazione.
 «I ragguagli ricevuti ci servono per capire meglio i requisiti necessari per richiedere il parere dei cittadini. Adesso spetterà al Comitato promotore decidere», spiega il presidente di circoscrizione Giuseppe Puddu. Per fine mese è in programma un'assemblea che coinvolgerà i cittadini e che darà il via ufficiale alla petizione popolare.
I NUMERI Secondo quanto stabilito dalla legge servirebbero almeno 2500 firme per la richiesta di referendum, mentre Silì è a quota 1.979 residenti con diritto di voto, e 315 minorenni. Situazione differente rispetto agli anni '90, «quando gli elettori erano 800 in più». Si cercherà adesso di capire se alcune aree possano rientrare a far parte della frazione.
«Il Comune dovrà comunque tener conto della volontà popolare della stragrande maggioranza dei siliesi, non potrà continuare a far finta di niente», commentano dalla circoscrizione.
 IL PUC «Lasciamo giudicare a chi ha visto la planimetria con la suddivisione delle aree edificabili concesse - spiegano il presidente di circoscrizione e Patrizio Puggioni, a capo del comitato promotore di Silì - Dalla planimetria risulta una zona edificabile ridotta all'osso, soprattutto se rapportata a quella delle altre frazioni». L'intento, secondo loro, potrebbe essere quello di bloccare la crescita della popolazione.

articolo tratto dall’Unione Sarda online del 13 aprile 2011 – art di FABRIZIO CARTA

lunedì 4 aprile 2011

Silì, aria di divorzio con Oristano


«Organizziamo il referendum per l'autonomia»
Mercoledì la prima assemblea sul referendum. «Abbiamo un anno e mezzo per arrivare alla consultazione».
Un'onda di ritorno? Macché, il malessere che ogni tanto li fa urlare «ora basta, me ne vado da questa casa» in realtà non si è mai sopito. Da quarant'anni alimenta il fuoco della separazione che ciclicamente riesplode.Come 15 anni fa quando si costituì pure un comitato per chiedere l'autonomia che sembrava addirittura cosa fatta. Poi Silì rimase dov'è: frazione di Oristano. E oggi la voglia di separarsi da un Comune mai sentito come una vera casa ritorna.L'INIZIATIVA Mercoledì si riunisce il Consiglio circoscrizionale (destinato a scomparire a fine legislatura) con all'ordine del giorno un punto: «Proposta di referendum per l'autonomia di Silì». Il presidente Giuseppe Puddu non ha dubbi: «Rispetto al passato questa può rappresentare veramente l'ultima chance. Tra un anno e mezzo questo organismo non esisterà più per cui prima dello scioglimento vogliamo capire se esiste questa voglia di separarsi da Oristano. Premettendo una cosa: già è difficile oggi far sentire la nostra voce in Comune, figuriamoci in futuro senza neppure la circoscrizione». Premessa che da sola spiega uno dei motivi di questo referendum.I MOTIVI Gli stessi di 15 anni fa, e di sempre. Slogan buoni per tutte le stagioni: cittadini di serie B, periferia della periferia, dimenticati e pure bistrattati, ultimi tra gli ultimi.Slogan che, giusto per sgombrare il campo da equivoci, fotografano la realtà senza bisogno di aggiunte colorite. Strade a pezzi, acqua che manca ogni due giorni, illuminazione che si spegne come per magia e che ritorna dopo 15 giorni, parco giochi e decoro inesistenti, rifiuti che abbondano nelle campagne, marciapiedi distrutti, segnaletica fantasma, scuole abbandonate e spazi sociali ridotti a zero. «Non siamo contro questa amministrazione, anzi abbiamo un ottimo rapporto. Solo che siamo una circoscrizione e quindi non abbiamo potere decisionale. Noi chiediamo e speriamo che qualcuno risolva - dice Giuseppe Puddu - Giusto per chiarire: il Comune ha deciso di bitumare le strade e sa quando sistemeranno quelle di Silì? Per ultime».INTERNET Su Facebook, sito internet sociale più cliccato nel mondo, esiste un gruppo della frazione. “Siliesi nel mondo”, fondato da Efisio Piras, è nato da due settimane e gli iscritti sono 370. Ci sono vecchie foto, commenti e auguri. E tutti chiedono la stessa cosa: l'autonomia.Chiedono, tutti, di non essere più una “villa”, come venne definita nel 1282 da Mariano II che donò a Mariano Mameli di Tramatza la “villa” di Silli. Sarà un semplice caso?

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