martedì 3 maggio 2011

Silí - S. Michele, legna in fiamme



Se volevano rovinare la festa di San Michele hanno sbagliato tiro i balordi che ieri dopo mezzogiorno hanno dato fuoco alla legna che i siliesi avevano trasportato dal monte per accenderla in onore di San Michele. Sabato il grande fuoco, su fagalloi , come lo chiamano a Silì, arderà comunque perché non sarà il gesto di qualche scriteriato a far saltare l'appuntamento sacro per gli abitanti della frazione.È stato un passante a notare i primi bagliori e lanciare l'allarme. E grazie alla tempestività della chiamata e all'intervento dei vigili del fuoco una parte della legna è salva e questo permetterà di onorare la festa.Il lavoro dei vigili non è stato semplice, hanno impiegato un'ora a domare le fiamme che spinte dal fortissimo vento, si irrobustivano fino a ridurre in cenere alcuni quintali dei quattrocento messi insieme dal comitato dei festeggiamenti.Secondo una prima ricostruzione l'incendio sarebbe stato provocato mediante l'innesco di una miccia a combustione lenta, difficile da avvistare. A tutto poi potevano pensare gli abitanti meno che a un atto così scriteriato che mai si era verificato in passato. Ma questa volta i balordi hanno voluto anticipare i tempi dell'accensione del fuoco che il parroco benedice subito dopo i vespri in onore del santo. Un rito antichissimo che ha il suo prologo una settimana prima col taglio della legna da parte di 200 volontari a monte Arci. Sabato l'accensione de su fagalloi ci sarà e domenica grande festa con gruppi folk, concerti e balli.
Il paese é in rivolta e tutti sperano che non si venga a sapere il nome dell''(idiota) di turno.

domenica 24 aprile 2011

Ordini di demolizione a Sili e a Sa Rodia


Il Comune scopre undici case abusive

Qualcuno ha dato uno sguardo al PUC e ci ha creduto subito e ha costruito senza chiedere niente a nessuno, altri invece hanno ampliato una parte della casa in assoluto silenzio. Tutti con la convinzione assoluta di poterla fare franca. E invece ben undici ordini di demolizione di altrettanti fabbricati abusivi sono stati notificati dal responsabile tecnico del Comune, Giuseppe Pinna nei giorni scorsi. Gli interessati adesso avranno novanta giorni di tempo per buttare giù quanto costruito senza autorizzazioni o con permessi scaduti da tempo e mai rinnovati come invece impone la legge. Diversamente ci penserà il Comune ad azionare la ruspa e le spese del lavoro saranno chiaramente addebitate agli inadempienti.Le opere abusive sono state segnalate in buona parte a “Pabarregas”, un'area che ricade nel territorio di Silì, dove tempo fa i vigili urbani segnalarono piccole ma numerose costruzioni che sono state tirate su senza però avere i necessari permessi. Altre opere non regolari sono state scoperte anche a nel quartiere di Sa Rodia e a Sa Luggiana, zona quest'ultima che ricade sempre nel territorio della frazione di Silì.
Le leggi poco chiare e le lunghe burocrazie italiane hanno convinto i possessori dei terreni nel portarsi avanti con i lavori. Ora bisognera ruscire a  fermare le ruspe.

giovedì 14 aprile 2011

Autonomia di Silì La Prefettura:sì al referendum


 

La Prefettura si è espressa: referendum ci sarà, ma solo se svolto su base comunale. Atteso per i prossimi giorni un incontro del consiglio circoscrizionale e del comitato promotore per scegliere la strada da intraprendere, anche se sembra ormai chiara la necessità di arrivare ad una raccolta di firme. Intanto scoppia la polemica sul Puc e le limitate aree edificabile concesse a Silì, soprattutto se rapportate alle altre frazioni.
L'INCONTRO La Prefettura ha comunicato ai siliesi che un referendum consultivo riguardante solo Silì non è attuabile. Così come previsto dallo statuto comunale, se consultazione ci sarà, si deve svolgere su base comunale. Nei prossimi giorni sarà fissato un incontro in circoscrizione per decidere la strada da percorrere: iniziare una raccolta di firme a Oristano e frazioni o solo a Silì? In questo ultimo caso, anche secondo la Prefettura, può essere richiesto un parere anche ai residenti di alcune aree di Tiria, San Quirico e Tanca Molino. Ci sarebbe inoltre la possibilità di coinvolgere i siliesi che vivono all'estero ma che comunque hanno ancora residenza nella frazione.
 «I ragguagli ricevuti ci servono per capire meglio i requisiti necessari per richiedere il parere dei cittadini. Adesso spetterà al Comitato promotore decidere», spiega il presidente di circoscrizione Giuseppe Puddu. Per fine mese è in programma un'assemblea che coinvolgerà i cittadini e che darà il via ufficiale alla petizione popolare.
I NUMERI Secondo quanto stabilito dalla legge servirebbero almeno 2500 firme per la richiesta di referendum, mentre Silì è a quota 1.979 residenti con diritto di voto, e 315 minorenni. Situazione differente rispetto agli anni '90, «quando gli elettori erano 800 in più». Si cercherà adesso di capire se alcune aree possano rientrare a far parte della frazione.
«Il Comune dovrà comunque tener conto della volontà popolare della stragrande maggioranza dei siliesi, non potrà continuare a far finta di niente», commentano dalla circoscrizione.
 IL PUC «Lasciamo giudicare a chi ha visto la planimetria con la suddivisione delle aree edificabili concesse - spiegano il presidente di circoscrizione e Patrizio Puggioni, a capo del comitato promotore di Silì - Dalla planimetria risulta una zona edificabile ridotta all'osso, soprattutto se rapportata a quella delle altre frazioni». L'intento, secondo loro, potrebbe essere quello di bloccare la crescita della popolazione.

articolo tratto dall’Unione Sarda online del 13 aprile 2011 – art di FABRIZIO CARTA

Vota il blog